19/02/2016

#sicilianissimi - Il Catarratto

Cenni storici

Il Catarratto si coltiva in Sicilia da tempo immemorabile.
Volgarmente chiamato “Catarrattu vrancu” è stato descritto da Cupani nel 1696 nell’opera “Hortus Catholius” e da Sestini nel 1760 .
Nel 1970 Pastena parla di quattro “Catarratti” coltivati sull’Isola ed alcuni studi ampelografici più recenti hanno evidenziato più di otto biotipi.
Fra questi i più importanti sono:

• Il Catarratto comune
• Il Catarratto lucido spargolo
• Il Catarratto lucido serrato
• Il Catarratto extralucido

Il Catarratto era molto diffuso nella provincia di Trapani soprattutto perché veniva impiegato in purezza o anche in assemblaggio con l´Inzolia per la produzione del Marsala.
Con l’avvento del Grillo il suo impiego si è ridotto ma resta comunque molto utilizzato sia per la produzione del Marsala che vinificato per la produzione di vini bianchi secchi.


Diffusione : è diffuso in tutta la Sicilia con delle differenze di concentrazione tra i diversi biotipi:
Il Catarratto Comune è maggiormente diffuso nel trapanese mentre il Catarratto lucido ed extralucido nelle province di Agrigento e Palermo.

Caratteristiche del vitigno:

I differenti biotipi di Catarratto si differiscono per le caratteristiche dei loro grappoli : il Catarratto comune ha un grappolo di forma piramidale e quasi sempre presenta una o due ali mentre nel Catarratto lucido è cilindrico o conico e raramente presenta delle ali.
Un’altra importante differenza risiede nella buccia infatti il Catarratto lucido presenta una buccia con poca pruina che conferisce al grappolo quel tipico aspetto splendente.
Generalmente germoglia la prima decade di Aprile con la vendemmia che avviene nei primi di Settembre.
Gli acini sono di medie dimensioni, sferici, poco pruinosi, verde-giallo tendente al dorato sulle superfici esposte direttamente ai raggi solari
Il Vino :
Le uve del Catarratto entrano nella composizione di moltissimi vini bianchi siciliani e si presta alla produzione di diversi tipi di vino : bianco secco, vendemmia tardiva, spumante (metodo classico e Charmat) , perpetuo.
Il vino che ne deriva è di colore giallo paglierino tendente al dorato
I vini bianchi secchi prodotti con le uve Catarratto si caratterizzano per la buona acidità che influenza positivamente la freschezza aromatica e gustativa, e l’eccellente sapidità che insieme alla mineralità marcata può portare talvolta ad una nota amarognola che comunque non compromette la finezza gustativa.
Sul piano olfattivo spiccano i sentori di fiori bianchi, frutto della passione, pompelmo, agrumi, erbe aromatiche e spezie che ricordano spesso le sfumature del Sauvignon Blanc.
Nei nostri vini il Catarratto entra nella composizione del Donros Bianco inoltre è vinificato per ottenere il Catarratto in purezza nella nostra linea di bianchi monovarietali.


Come lo beviamo ?

Il Catarratto va servito a temperatura fredda (10-11 °C) nel classico calice da vino bianco.
Si abbina molto bene a piatti a base pesce e crostacei, formaggi poco stagionati e verdure.
Nella versione di vendemmia tardiva o di vino perpetuo accompagna splendidamente formaggi a lunga stagionatura, frutta secca e paste di mandorla.


Link : http://www.cantineamato.com/bianco-cataratto.php

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